giovedì, ottobre 2

Coincidenze

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maninretepost 043
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Coincidenze giornalistiche del 2 ottobre 2008. Bruno Contrada rientra a Palermo, Pietro Milazzo rischia il confino. Per agire in prima persona vai alla proposta, per approfondire leggi qui sotto il mio commento.

1 commento:

Giuseppe Boscarino ha detto...

Per aderire, commentare, seguire gli sviluppi della vicenda, clicca sul mio nome per aprire la pagina che riporta l'appello e i commenti già pervenuti.

Qui ne riporto alcuni tra i più significativi.

E' il paradosso dell'Italia: i criminali in parlamento (con condanne passate in giudicato), i cittadini onesti che hanno il solo torto di aver scelto di stare dalla parte dei più deboli, incriminati. Giuseppe Cristofalo

Certamente solidarietà incondizionata a Pietro Milazzo, ma dura critica a quei partiti d'opposizione che invece di mettere in campo forze e risorse per creare un forte movimento democratico, si sprecano razzolando come galline nel proprio cortile. Adriano Peritore

Mi sembra un tentativo idiota di intimidire la voglia di opposizione sociale che sarà destinata ad aumentare nei prossimi mesi per i provvedimenti dei governi di destra ai vari livelli. Proprio per questo occorre manifestare la massima solidarietà (soprattutto pubblicamente) a Pietro e stare vigili. Alberto Mangano

Solidarietà a Pietro, esempio di coerenza fra morale dichiarata e vita vissuta, presidio vivente di democrazia in questa nostra maledetta città. Preoccupazione per l'accellerazione nell'uso antidemocratico delle isituzioni che dovrebbero tutelare l'"ordine democratico". Annibale Raineri

Solidarietà piena. Ci sono volte in cui le rappresaglie dello Stato devono essere, per le persone che le subiscono e chi sta loro vicino, segnali del fatto che queste persone stanno svolgendo un ottimo lavoro.Sottoscrivo l'appello. Fabio Truffo

Sapevo che lo stato potesse denunciare le persone per precisi reati ma non sapevo che si potessero tirare le orecchie ai cittadini. Non si finisce mai di imparare. Se non fosse tragico sarebbe da ridere. Enrico Colajanni pres. Libero Futuro

Sono rimasto molto scosso per la notizia dell'avviso orale dato dalla Questura di Palermo a Pietro Milazzo. Nella mia esperienza di vita sacerdotale e salesiana vissuta presso l'Oratorio Santa Chiara ho avuto la vicinanza e la determinante collaborazione di Pietro Milazzo sia per la difesa dei diritti degli immigrati sia per la difesa dei diritti di tutti coloro che vivevano situazioni di disagio ed in particolare per le famiglie prive di una casa dove abitare dignitosamente. Ritengo non riferibile ad una vera democrazia tuti gli interventi che mirano a limitare il diritto a manifestare, nel rispetto della legalità, per difendere i propri diritti. Don Baldassare Meli

Il segretario della camera del lavoro di Cefalu' esprime solidarietà e vicinanza al compagno Pietro di cui conosce l'impegno e l'attività sociale sempre rivolta ai più deboli. A prescindere dalle posizioni politiche che possono anche essere diverse, in uno Stato che ormai manda l'esercito anche a spegnere le sigarette, lasciando senza benzina le volanti, sarebbe più congruo che la questura si occupasse di chi nega i diritti piuttosto di chi denuncia la situazione di fatto. Evidentemente non conduce una vita onesta e laboriosa ne' rispetta le leggi chi si occupa degli emarginati di questa nostra regione. E' storia vecchia che pensavamo di esserci lasciati alle spalle ma evidentemente insieme al grembiulino e alle bocciature degli infanti, tornerà di moda anche il manganello e l'olio di ricino, ottimo mezzo per l'educazione del popolo. Per fortuna che i tanti operai della sicurezza che ogni giorno assicurano la nostra tranquillità sono impegnati in iniziative meno futili di quelle dei dirigenti della questura. Giuseppe Guarcello

Non sapevo nemmeno che si potesse fare una cosa del genere a un libero cittadino da parte di impiegati dello stato quali sono i poliziotti. in questo paese, in piena decadenza civile, covano mostri che ad ogni occasione favorevole si risvegliano. piena solidarietà a pietro. Maurizio Barbato

Conosco Pietro da quasi un quarto di secolo e, al di là delle pratiche politiche che a volte ci hanno visto collocati su posizioni diversificate, non posso che riconoscere la dirittura morale, la passione civile e l'impegno incondizionato che hanno sempre contraddistinto il suo agire politico nell'ambito di quella che rappresenta la storia della sinistra palermitana. Oltre a esprimere la mia più sincera e affettuosa solidarietà a Pietro, propongo che ci si faccia promotori e sottoscrittori di un "avviso scritto" da inviare al Questore di Palermo per esortarlo a impiegare il proprio tempo lavorativo in maniera più proficua perseguendo quelle che rasppresentano le reali condotte socialmente pericolose nella città, anziché attardarsi in pratiche di natura repressiva e intimidatoria di antica memoria. Un abbraccio a Pietro. Toni Baldi

in città?
bivacco,
mi svacco e mi stravacco, caro Bieco Cammarata.
ma quanto caro?: quanto un pass per le zone A e B, per esempio?
solidarietà a Pietro
Pippo Montedoro

Dai monti del sud-est irpino in lotta contro la megadiscarica del Formicoso, un abbraccio forte a Pietro. Basta con gli avvisi orali e le altre diavolerie del codice Rocco promulgate dalla dittatura fascista e ancora oggi in vigore. Francesco Caruso, Don Vitaliano della Sala

Che nel Terzo Millennio la Questura di Palermo potesse elucubrare un provvedimento di diffida contro un dirigente sindacale impegnato quotidianamente a fianco degli "ultimi", invitandolo a cambiare condotta, se non fosse gravissimo potrebbe sembrare persino ridicolo. Purtroppo, in Italia tante cose che, fino a qualche anno fa, sembravano impossibili stanno diventando terribilmente reali. Questo significa che dobbiamo continuare a lottare per difendere i diritti, a fianco di Pietro Milazzo e dei suoi compagni di lotta. Contate su di me e sulla Camera del lavoro di Corleone. Dino Paternostro, segretario della Camera del lavoro "Placido Rizzotto" CORLEONE

Caro Pietro, Ti esprimo tutta la la mia solidarietà. Questo atto 'amministrativo' (??!!) della questura non può restare senza una risposta. Sono sbalordito dall'arroganza e insipienza meschina - poliziesca - leguleia di questa inutile 'ammonizione'. Non c'è da stupirsi che si voglia passare alle autorità di ps (soggette all'esecutivo) l'effettivo potere d'indagine e sottrarlo ai magistrati. L'attività politica e sociale diventa un 'precedente', il militante disinteressato diventa 'persona socialmente pericolosa': nella vacuità sinistramente comica di queste farneticazioni dobbiamo riconoscere la logica incombente da 'mondo capovolto' che sempre più ci avvolge. La guerra è pace, la libertà è servitù, il bianco è nero e Pietro Milazzo diventa un sorvegliato speciale, se così salta il ghiribizzo a chi sgoverna ... ma poi, il signor questore non ha altro da fare in una città infernale come Palermo? Un forte abbraccio, Giovanni La Fiura

Per "soggetti pericolosi" come Pietro Milazzo ci vorrebbero la frustra, la bacchetta e una lavagna dietro cui metterlo. Non se ne può più di personaggi che invece di stare zitti, inquadrati e di tenere condotta corretta e silente, si mettono addirittura a fare battaglie sociali. Ma dove siamo? In democrazia? Marco Benanti giornalista, espulso da Sigonella perchè "non grato" al governo americano e ai suoi servi italiani. Ps: Forza Pietro, naturalmente.

Ho diffuso l'appello alla mia lista (gruppo Amici Di AMREF Palermo,circa 200 persone, forse ho fatto bene o forse ho fatto male (non so) ma, mi sento orgoglioso di averlo fatto, non conosco Pietro, ma lo ammiro per il coraggio e l'impegno che certamente da per la sua città, coraggio vai avanti non sei solo. Pippo Lo Meo